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Chiusa di Pesio suscita un innegabile
fascino storico artistico.
l comune, pur privo di sbocchi diretti con
la Francia e la Liguria, valorizza le
notevoli potenzialità agricole, zootecniche
e artigianali derivate dallo sfruttamento
dell'energia idrica del Pesio.
Esistono 4 filande ( scese a due all'inizio
del 900), una fabbrica di calce, una per
l'estrazione del titanio dal castagno e una
per la concia delle pelli.
Centro turistico di importanza
internazionale era lo stabilimento
idrotermale della Certosa dove vi
soggiornarono i principi di Savoia, il Conte
di Cavour, il marchese D'Azeglio, lo
scrittore Sthendal, il politico Giolitti ed
altri insigni personalità.
La Confraternita dell'Annunziata del XVII
secolo della quale vale la pena menzionare
gli affreschi del Marchisio e i due grandi
quadri ad olio su tela di Andrea Vinai e
Alfonso Morgari.
L'Arciconfraternita di San Rocco, edificio
seicentesco che conserva una significativa
testimonianza del barocco piemontese. Tra le
opere artistiche, le sette grandi tele sulla
passione e Morte di Gesù, incorniciate su
pregevoli stucchi ad arabesco. E poi
l'altare in marmo nero di Framosa e le due
tele di Sebastiano Taricco. |
La Certosa |
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La Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonino
ultimata nel 1893 sul modello della
Collegiata di Finalmarina, con binati di
colonne marmoree su alto piedistallo ed una
struttura architettonica di grande
maestosità.
La torre civica, sede della Pro Loco, con
l'annesso palazzo che fu sede comunale fin
dal 1605.
lIl centro storico dove balzano
all'attenzione i numerosi affreschi che
animano le facciate di molte abitazioni. Tra
tutti risalta indubbiamente quello di piazza
Tre Medaglie D'Oro, raffigurante la SS
Trinità, realizzato nel XV secolo da un
pittore ignoto.
Il museo della resistenza in via Mazzini 10,
appena inaugurato nella sua nuova sede,
comprende un ingente materiale non solo
fotografico che testimonia la resistenza
nelle valli Pesio ed Eliero dal 1943 al
1945.
I ruderi del castello "Mirabello" con una
straordinaria vista panoramica sul paese e
sulla vallata.
Il castello di "Mombrisone" villino
neoclassico realizzato intorno al 1804, in
pianta ottagonale con ampia cupola a calotta
con il suo suggestivo parco che conta ben 11
specie arboree, tutte meticolosamente
studiate e catalogate.
Il Parco naturale alta valle Pesio e Tanaro
ospita il più importante sistema carsico
alpino del Piemonte, con oltre 150 Km di
grotte esplorate che raggiungono i 1000
metri di profondità.
La flora e la vegetazione del Parco e delle
Alpi Liguri e Marittime: dagli albori delle
esplorazioni botaniche le Alpi Liguri e
Marittime hanno richiamato l'attenzione
degli studiosi italiani e stranieri.
Ciò si deve alla straordinaria ricchezza del
patrimonio vegetale. Il numero di specie
presenti è stimato in circa 2600,
addirittura superiore o pari a quello di
intere nazioni europee e metà di quello
alpino. Non solo la quantità ma anche la
qualità della flora è di tutto rispetto:
oltre a molte specie rare, esistono 26
endemismi esclusivi e propri ( cioè specie
presenti solo in questo ambito delle Alpi ed
in nessun'altra parte del mondo), cifra che
nessun altro settore alpino può vantare.
Tali considerazioni evidenziano come le Alpi
Liguri e Marittime siano delle aree
botaniche più importanti del continente.
La Certosa di Pesio, nell'alta valle Pesio,
imponente complesso architettonico fondato
nel 1173 grazie ad una donazione di terre,
da parte dei Signori di Morozzo, ai
Certosini.
Nel grandioso complesso, che presenta
l'impronta e trasformazioni seicentesche del
Botto, sono , da ricordare: un affresco del
400, l'ampio chiostro cinquecentesco, la
chiesa abbaziale superiore, costruita su
quella primaria (XII), finemente decorata
;'ed impreziosita dagli affreschi del
Parentani e Jan Claret.
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